Claudia Palladino

Claudia Palladino

A seguito delle molteplici segnalazioni pervenute al nostro studio in merito alle irregolarità ed illegittimità riscontrate dopo la pubblicazione dell’elenco degli ammessi alla prova orale del Concorso per il reclutamento di Dirigenti Scolastici e degli elaborati sul portale di istanze online, promuoviamo un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica avverso il mancato superamento della prova scritta ai fini dell’accesso alla successiva prova orale.

Abbiamo già notificato il ricorso al TAR per questo concorso in diverse modalità, collettive e individuali, proseguendo sulla scia delle numerose vittorie già ottenute in sede cautelare innanzi al Giudice Amministrativo relativamente al concorso per i Dirigenti Scolastici 2011.

Già in passato, infatti, abbiamo avanzato azioni similari contestando, tra gli altri, i criteri e le modalità di correzione nonché le tempistiche della pubblicazione delle griglie e del metro di valutazione, la contraddittorietà e l’illogicità manifesta delle motivazioni e votazioni. Trattasi di eccezioni legate al singolo elaborato e da valutare caso per caso; pertanto il nostro studio legale mette a disposizione la propria esperienza e professionalità al fine di effettuare valutazioni ad personam anche tramite appuntamenti de visu, via skype o telefonici, suggerendo fortemente azioni di natura individuale.

Difatti, pur credendo fermamente nello strumento della class action nella quale siamo specializzati, riteniamo che la tutela più opportuna sia quella individuale poiché, oltre alle censure generali tipiche di ogni ricorso collettivo, conterrà deduzioni specifiche sulle Vostre posizioni che non possono essere avanzate con il ricorso cumulativo.

Riteniamo tuttavia che a tutti vada data la possibilità di ricorrere, soprattutto alla luce di una non prevedibile situazione processuale.

Pertanto, per far fronte alle Vostre richieste, pur consigliando la tutela individuale, stiamo avanzando un ricorso straordinario di natura collettiva ad euro 150 da proporre in particolar modo da soggetti con punteggi non elevati o privi di problematiche attinenti alla propria prova individuale.

Considerate le tempistiche fissate per le prove orali, si rappresenta sin da ora che non si attenderà la scadenza del termine di adesione per la proposizione del ricorso ma si procederà ad avanzare ogni azione individuale man mano che perverrà l’adesione e la relativa documentazione; con riguardo al ricorso collettivo, ci riserviamo di verificare il numero delle adesioni per agire eventualmente in diverse tranche.

Ci riserviamo inoltre di consigliarvi piccoli ricorsi omogenei all'esito delle verifiche delle Vostre schede.

Per una valutazione della propria posizione lo studio è disponibile ai seguenti recapiti

STUDIO LEGALE AVVOCATO MICHELE BONETTI & PARTNERS
tel  +39 06.3728853 | +39 06.39749383 | +39 06.39737480 | +39 06. 39740882 
cell. +39 349.4216026 - +39 391.3766108
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
skype: avvocatomichelebonetti.it

LA DOCUMENTAZIONE DEVE PERVENIRE VIA E-MAIL E TRAMITE RACCOMANDATA URGENTE 1, IL TERMINE PER LA RICEZIONE E' FISSATO AL GIORNO 10 LUGLIO 2019 SIA PER IL RICORSO INDIVIDUALE CHE PER IL RICORSO COLLETTIVO.

MODALITA’ DI ADESIONE

1) Scaricare il file “Procura_individualePDR” nel caso di adesione al ricorso individuale oppure “Procura_collettivoPDR” nel caso di adesione al ricorso collettivo.

2) Stampare due copie della procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna).

3) Effettuare il pagamento alle coordinate allegate inserendo nella causale "DS, NOME, COGNOME, C.F."

4) Inoltrare, tramite raccomandata a.r. URGENTE di tipo 1 all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti:

- due procure in originale compilate e sottoscritte;

- compito, griglia di valutazione, verbali e ogni altro atto scaricabile dal portale telematico personale del concorso;

- copia del documento di identità;

- copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome con la dicitura “DS, NOME, COGNOME, C.F.”).

Sulla busta deve essere apposta la scritta “CONCORSO DS 2019 - PDR” e ogni busta deve contenere una sola adesione.

5) Inoltrare a mezzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R. URGENTE di tipo 1, inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “ricorso CONCORSO DS”.

6) Compilare (solo una volta e inserendo dati veritieri e verificati) il seguente FORM on line: https://bit.ly/2WsuUq6

7) Tutta la procedura deve essere effettuata entro e non oltre il giorno 10 LUGLIO 2019 (data di ricezione della raccomandata a.r. URGENTE).

Attenzione, la carenza della documentazione richiesta o l’inesattezza dei dati inseriti comporterà l’esclusione dal ricorso.

QUESTO STUDIO DECLINA OGNI RESPONSABILITÀ IN MERITO ALL’EVENTUALE MANCATO INSERIMENTO NEL RICORSO QUALORA LA DOCUMENTAZIONE NON DOVESSE GIUNGERE ENTRO I TERMINI STABILITI O NEL CASO IN CUI NON SIANO RISPETTATE LE PROCEDURE PREVISTE NELLA PRESENTE INFORMATIVA RISERVANDOSI L’ACCETTAZIONE DEI VOSTRI MANDATI.

Dopo aver ottenuto per primi l’accoglimento in sede cautelare dei ricorsi per l’ammissione alle prove fisiche degli esclusi a seguito dello scorrimento effettuato in base ai nuovi criteri dettati dalla legge n. 12/2019, in data odierna, l’Amministrazione ha comunicato l’inizio dell’ottemperanza ai provvedimenti collegiali.

L’Amministrazione difatti, prendendo atto dei numerosi provvedimenti ottenuti dallo Studio Legale Bonetti – Delia, ha comunicato la prima calendarizzazione delle prove per i ricorrenti, partendo da coloro che hanno ottenuto un punteggio superiore a 8.875. Nelle prossime settimane si avranno comunicazioni anche inerenti la calendarizzazione delle prove per tutti coloro che hanno avuto i provvedimenti cautelari positivi.

Lo studio esprime massima soddisfazione rispetto ai risultati ottenuti e reputa che la posizione dell’Amministrazione non possa che essere la scelta più equilibrata per tutte le parti interessate” – dichiara l’Avv. Michele Bonetti. – “Dopo i primi accoglimenti cautelari collegiali lo studio ha ottenuto anche provvedimenti monocratici positivi che immaginiamo verranno confermati dal TAR Lazio nella prossima camera di consiglio del 18 giugno 2019 e quindi anche per tali ulteriori ricorrenti vi sarà la possibilità di partecipare alle prove fisiche. Quanto oggi sta accadendo, a seguito della decisione del TAR Lazio, rende giustizia ad una serie di illegittimità poste in essere dall’Amministrazione e tutela la stessa da ulteriori azioni anche risarcitorie”. Conclude l’Avv. Bonetti: “Naturalmente veglieremo anche sul corretto svolgimento delle prove fisiche ed in caso siamo pronti ad intervenire”.

Le prime prove fisiche sono state calendarizzate a partire dal giorno 29 maggio 2019.

Dopo le ordinanze di accoglimento rese in seguito alla camera di consiglio del 7 maggio 2019, negli ultimi giorni il TAR del Lazio si è pronunciato anche con decreto monocratico, disponendo l’ammissione alle successive prove per l’assunzione di 1.851 allievi agenti della Polizia di Stato.

Il TAR del Lazio, accogliendo ricorsi dello nostro studio legale, ha ribadito l’illegittimità dello scorrimento effettuato sui nuovi criteri selettivi applicati retroattivamente e l’urgenza di riammettere i candidati.

Tali provvedimenti monocratici dovranno essere confermati nella camera di consiglio del prossimo 18 giugno.

Grazie ai decreti monocratici resi, anche tali ricorrenti potranno partecipare alle prove fisiche, come calendarizzate dal Ministero in virtù di provvedimenti espressi in sede collegiale.

Ad oggi, dunque, prosegue l’orientamento positivo del Giudice Amministrativo sul punto ed anche per tale motivo sono aperte le adesioni per i ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica.

A seguito della pubblicazione dell’elenco definitivo dei soggetti aggiudicatari della assegnazione dei finanziamenti europei relativi al bando pubblico “RG.UE  1305/13 – PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2014 – 2020”, e recante le disposizioni concernenti la MISURA 10 “Pagamenti agro-climatico-ambientali”, la Sottomisura 10.1 “Pagamento per impegni agro-climatico-ambientali” ed in particolare l’Operazione 10.1.c “Conversione e mantenimento dei seminativi in pascoli permanenti” della Regione Siciliana, molti candidati non inseriti nello stesso elenco hanno riscontrato irregolarità.

La finalità del bando riguardava la salvaguardia delle risorse: acqua, suolo, aria e biodiversità attraverso l’adozione di specifiche ed idonee pratiche agricole e tecniche di gestione aziendale, programmate secondo le criticità e vulnerabilità del territorio regionale. In particolare, la misura aveva ad oggetto la “Conversione e mantenimento dei seminativi in pascoli permanenti”, a cui sarebbe conseguita la compensazione di quanto anticipato dai concorrenti alla procedura per detta conversione, grazie alla predisposizione dei finanziamenti europei a tal fine.

Abbiamo raccolto diverse segnalazioni da parte dei concorrenti circa errori riscontrati in molteplici fasi della procedura regionale e, per tale ragione, abbiamo già promosso un primo ricorso al T.A.R. Palermo avverso il pregiudizio apportato alla posizione dei concorrenti della procedura, da parte della Regione Siciliana.

Trattasi di una procedura complessa, tuttavia riteniamo che a tutti vada data la possibilità di ricorrere al fine di ottenere il finanziamento previsto dal Regolamento UE 1305/2013.

Dopo aver agito con ricorso ordinario, proponiamo ora ricorso straordinario, al fine di garantire la massima tutela a chi non è riuscito a far valere i propri diritti dinanzi al T.A.R.

Il termine di adesione è previsto entro il 15 giugno 2019 ed il prezzo ad personam è di 500,00 euro.

Per una valutazione della propria posizione lo studio è disponibile per un confronto anche telefonico.

 

MODALITA’ DI ADESIONE

1) Scaricare il file “PROCURA” allegata per l’adesione adesione al ricorso collettivo.

2) Stampare due copie della procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna).

3) Effettuare il pagamento alle coordinate allegate inserendo nella causale "BANDO REGIONE SICILIA, NOME, COGNOME, C.F."

4) Inoltrare, tramite raccomandata a.r. di tipo 1 all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti:

- due procure in originale compilate e sottoscritte;

- copia del documento di identità;

- copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome con la dicitura “BANDO REGIONE SICILIA, NOME, COGNOME, C.F.”).

5) Inoltrare a mezzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “ricorso Bando Regionale Sicilia”.

Tutta la procedura deve essere effettuata entro e non oltre il giorno 15 GIUGNO 2019 (data di ricezione della raccomandata a.r. URGENTE).

Attenzione, la carenza della documentazione richiesta o l’inesattezza dei dati inseriti comporterà l’esclusione dal ricorso.

QUESTO STUDIO DECLINA OGNI RESPONSABILITÀ IN MERITO ALL’EVENTUALE MANCATO INSERIMENTO NEL RICORSO QUALORA LA DOCUMENTAZIONE NON DOVESSE GIUNGERE ENTRO I TERMINI STABILITI O NEL CASO IN CUI NON SIANO RISPETTATE LE PROCEDURE PREVISTE NELLA PRESENTE INFORMATIVA RISERVANDOSI L’ACCETTAZIONE DEI VOSTRI MANDATI.

Gli Avvocati Michele Bonetti Santi Delia e, founders dell’omonimo Studio Legale, hanno ottenuto l’archiviazione del procedimento amministrativo-sanzionatorio avviato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione nei confronti di Metalplex S.p.a.

La procedura sanzionatoria, originata a seguito di segnalazione da parte della stazione appaltante Provincia autonoma di Trento, mirava a far chiarezza sulla presunta mancata osservanza delle regole che sovrintendono alle procedure di aggiudicazione e nella specie sulla annosa questione relativa alla distinzione tra servizi identici ed analoghi in materia di forniture arredi.

La stazione appaltante faceva pervenire all’Autorità segnalazione con la quale denunciava l’asserita mendacità delle dichiarazioni rese da Metalplex con riferimento ai propri servizi analoghi dichiarati che, secondo la stessa appaltante, non risulterebbe conformi alla lex specialis. Più in particolare, secondo la P.A. chi fornisce beni ed arredi per comunità, quali letti, armadi, cassiettiere, etcc per Uffici pubblici, ospedali o l’Esercito italiano, non dimostrerebbe di svolgere servizi analoghi ai fini della partecipazione ad una gara ove, tali arredi, sarebbero destinati a residenze universitarie.

Gli Avv.ti Bonetti e Delia, prima in sede di produzioni difensive, poi in occasione dell’audizione disposta dall’Autority, sono riusciti a dimostrare la differenza corrente tra i due concetti di analogia di servizi ed identicità, differenza che la stazione appaltante sembrava voler bypassare.

La decisione dell’ANAC rappresenta una bussola importante per una sterminata casistica di gare su cui analoghi dubbi potrebbero porsi.

L’Anac, in particolare, nel ritenere fondata la prospettazione dei legali, ha chiarito (richiamando il Consiglio di Stato n. 3220/2014),  che «la locuzione “servizi analoghi” non s’identifica con “servizi identici”, poiché la prima formula implica la necessità di ricercare elementi di similitudine tra i servizi presi in considerazione, che possono scaturire solo dal confronto tra le prestazioni oggetto dell’appalto da affidare e le prestazioni oggetto dei servizi indicati dai concorrenti al fine di dimostrare il possesso della capacità tecnica o economico-finanziaria richiesta dal bando».

Deve dunque ritenersi, in via generale, che, nel caso in cui il bando imponga di dimostrare di aver prestato, nel triennio precedente, servizi analoghi a quelli richiesti dallo stesso disciplinare di gara, il requisito dell’analogia, differenziandosi dal concetto di “identicità”, risulta rispettato anche quando, in via esemplificativa, la società abbia, in anni pregressi, fornito arredi per uffici od ospedali, e la prestazione richiesta dal bando riguardi la fornitura di arredi destinati ad alberghi o residenze collettive, quali studentati o caserme.

Il TAR del Lazio si è recentemente pronunciato disponendo la rivalutazione di un candidato che aveva presentato domanda per l’abilitazione scientifica nazionale allegando numerose pubblicazioni scientifiche ed un profilo scientifico di elevata qualità.

La Commissione designata è stata censurata dal Giudice Amministrativo per aver reso una motivazione carente e contraddittoria in merito alla decisione di rigettare la domanda di abilitazione per la II fascia nell’ambito del concorso di cui al bando n. 1532/2016.

Essendo la valutazione delle domande un giudizio altamente discrezionale, il TAR Lazio ha enunciato il principio di diritto in base al quale “è necessario, al fine di giustificare la legittima adozione di un simile giudizio, che siano anche sinteticamente indicati i relativi presupposti, dato che in caso contrario la motivazione risulta essere del tutto apodittica e non consentirebbe di valutarne l’estrinseca logicità”.

Con il summenzionato provvedimento collegiale il giudice di prime cure ha accolto l’azione proposta con il patrocinio dello Studio Legale Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia ribadendo che: “il giudizio negativo de quo laddove si basa sullo scarso impatto scientifico a livello internazionale risulta in palese contrasto, in linea con quanto prospettato dal ricorrente nell’ultimo profilo di doglianza, con l’art.3, comma 2, il quale stabilisce che “La valutazione delle pubblicazioni scientifiche e dei titoli è volta ad accertare: per le funzioni di professore di seconda fascia, la maturità scientifica del candidato, intesa come il riconoscimento di un positivo livello della qualità e originalità dei risultati raggiunti nelle ricerche affrontate e tale da conferire una posizione riconosciuta nel panorama almeno nazionale della ricerca”,(…) Ciò premesso, il proposto gravame deve essere accolto con conseguente annullamento del gravato provvedimento e con obbligo a carico dell’amministrazione di attivare una nuova valutazione del ricorrente da parte di un’altra commissione”.

A riprova dell’illegittimità subita dal ricorrente, il TAR del Lazio ha condannato l’Amministrazione resistente a rifondere le spese di giudizio oltre che a rimborsare il contributo unificato.

Si potrà notare come le procedure di abilitazione mostrino tutte le intrinseche criticità del sistema, soprattutto in riferimento alla discrezionalità di quelle Commissioni che non rendono congrue motivazioni a giustificazione dei propri giudizi.

Lo Studio Legale Bonetti e Delia da anni si pregia di assistere i professori e i ricercatori universitari che si sentano lesi dai giudizi resi dalle Commissioni per le procedure di abilitazione.

Trattasi di azioni individuali le cui modalità di adesione saranno comunicate contattandoci ai numeri di studio 06.3728853 - 06.39749383 - 06.39737480 Cell. 349.4216026 - 391.3766108 oppure tramite appuntamento presso lo studio.

L’On.le Consiglio di Stato ha disposto con decreto presidenziale, confermato da una successiva ordinanza collegiale, la partecipazione alla discussione della tesi di dottorato per un ricorrente che al termine del terzo anno di dottorato aveva ricevuto un’esclusione diretta dal suddetto percorso di studi.

Come hanno avuto modo di specificare i giudici di Palazzo Spada, tale esclusione nasce dalla violazione del D.M. n. 45/2013 che regola la fattispecie in esame e che “non prevede la possibilità che al termine del ciclo triennale di dottorato vi possa essere un’esclusione diretta senza avere accesso alla valutazione della tesi e alla discussione finale, e pertanto non resta al collegio che confermare il decreto presidenziale, peraltro prendendo atto che l’Università, in esecuzione del citato decreto, ha ammesso il ricorrente alla discussione della tesi, facendo così venire meno la materia del contendere”.

Con il summenzionato provvedimento collegiale il Consiglio di Stato ha accolto l’azione proposta con il patrocinio dello Studio Legale Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, prendendo atto della violazione del D.M. n. 45/2013 posta in essere dall’Università e disponendo conseguentemente l’ammissione del ricorrente alla discussione della tesi di dottorato.

Successivamente in udienza il Giudice di seconde cure ha accertato e dichiarato la cessazione della materia del contendere nell’appello cautelare, confermando i principi espressi in merito al comportamento dell’Amministrazione e dell’Università sull’illegittima esclusione di ricercatori che per anni si sono impegnati per conseguire il massimo grado di istruzione nel nostro Paese.

Con il provvedimento emesso in data 10/05/2019 in riferimento all’azione proposta con il patrocinio dello Studio Legale Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, l’On.le TAR del Lazio ha disposto lo scorrimento della graduatoria di merito nazionale per l’accesso alle scuole di specializzazione mediche data la presenza di posti rimasti vacanti e non assegnati per i soli ricorrenti.

Il TAR del Lazio, difatti, accogliendo il ricorso degli Avv.ti Bonetti e Delia ha rilevato che: “la graduatoria nazionale in esame – essendo destinata a cinquanta diverse tipologie di specializzazione – è resa ragionevolmente oggetto di scorrimento per “scaglioni”, al fine di assicurare il rispetto sia dell’ordine di graduatoria che delle preferenze espresse dai soggetti interessati, fino all’ultimo momento utile determinato – altrettanto ragionevolmente – dalla data di inizio dei corsi;

Ritenuta, tuttavia, meritevole di considerazione la segnalata carenza di personale medico specializzato, con conseguente interesse anche pubblico alla massima possibile copertura dei posti disponibili, in quanto al mero spostamento all’anno successivo dei fondi assegnati corrisponde un ritardo nella formazione di professionalità, ritenute necessarie per il sistema sanitario nazionale”.

Il Giudice Amministrativo ha poi constatato come sia rimesso al prudente apprezzamento dell’Amministrazione effettuare un bilanciamento di interessi tra la scelta di effettuare, o meno, una distribuzione straordinaria dei posti rimasti liberi, senza rimettere in discussione quelli già assegnati.

Va rilevato che tale importante pronuncia si inserisce in un contesto di carenza di personale medico specializzato al punto che vengono richiamati medici in pensione o all’estero. Per tale ragione vi è l’assoluta necessità che i posti rimasti vacanti vengano subito riassegnati dall’Amministrazione.

Gli Avv.ti Bonetti e Delia commentano la vittoria specificando che “I primi dati riferiscono di oltre 500 posti rimasti vacanti e che, solo chi ha agito giudizialmente, può aspirare ad ottenerli”. Gli stessi legali aggiungono che “solo con il nuovo bando, emesso qualche giorno fa, finalmente, il Dicastero dell'Istruzione, recependo i principi delle nostre azioni, ha modificato proprio la clausola oggi sospesa dal T.A.R.”.

Il “vecchio” Decreto Ministeriale che regolava l’accesso al T.F.A. sostegno preveda l’esistenza di 2 prove scritte con soglia pari a 21/30 e di una prova orale con soglia di 15. Perché, con il D.M. 92/19, questa soglia è venuta meno? Si è trattato di una gentile concessione del Ministero?

Niente affatto.

La clausola, difatti, è stata introdotta grazie alla nostra vittoria sull’ampio precedente contenzioso da noi proposto. Grazie alla sentenza del T.A.R. Lazio n. 8815/17, infatti, si chiariva che “nella logica della selezione preliminare in questione, dunque, l’ammissione di un numero di ricorrenti inferiore, rispetto a quello dei posti disponibili, è sintomo di un’anomalia, che avrebbe dovuto suggerire interventi correttivi”.

L’eliminazione della soglia, dunque, ha eliminato tale anomalia, lasciandone in piedi, tuttavia, altre che, paradossalmente, hanno aggravato l’illegittimità che i concorrenti possono subire. E’ rimasta in piedi, difatti, la soglia “pari al doppio dei posti dei posti disponibili” ragion per cui è accaduto che se, nel sistema precedenti, solo i soggetti con il minimo di 21 venivano ammessi (lasciando spesso posti vacanti), oggi, tali posti vacanti sono più rari ma troviamo candidati ammessi a Milano o Urbino con zero punti ed altri esclusi con 25.

Un’abnormità.

Seppur, dunque, grazie ai nostri contenziosi, il Ministero ha introdotto la clausola volta a consentire l’ammissione degli idonei presso altri Atenei (art. 4, comma 5), non ha superato le criticità e disparità di cui sopra ed anzi, in taluni casi, le ha aggravate.

La norma (art. 4, comma 5), in ragione appunto del contenzioso che l’aveva originata, si riferisce all’idoneità finale delle 3 prove cui, a quel tempo, si accedeva, a seguito del superamento della soglia di 21/30. Il D.M. attuale, invece, come detto, ha eliminato la previsione della soglia di 21/30 lasciando solo quella pari al doppio dei posti disponibili. L’attuale disposizione, dunque, pur consentendo che i posti che rimangono vacanti presso Atenei diversi da quelli di partecipazione siano occupati dagli idonei altrove così valutati, lo consente solo a chi riesce a giungere alla terza prova negandolo, al contrario, in radice, a chi, in ragione dell’altra soglia, è escluso pur avendo ottenuto un punteggio superiore alla sufficienza (pari a 18/30) e comunque superiore agli attuali ammessi presso l’Ateneo con posti già vacanti.

Una sorta di Frankenstein giuridico mal riuscito.

Anche grazie a tali motivazioni, ancora una volta per primi in Italia, i nostri ricorrenti esclusi dalla prova scritta hanno potuto sostenere la prova presso altri Atenei e, ieri, il T.A.R. Lazio, che frattanto ha rigettato i ricorsi di altri legali, ha accolto il nostro consentendo la partecipazione dei nostri ricorrenti anche presso la sede di originario concorso.

Le nostre motivazioni presentate al Tar del Lazio in occasione delle prove preselettive al corso di specializzazione per il sostegno, dunque, sono state immediatamente accolte dal giudice amministrativo, il quale ha disposto la partecipazione alla fase successiva per una candidata precedentemente non ammessa alle prove di preselezione.

La scelta del TAR di differenziare la nostra azione rispetto alle altre non è casuale.

Per gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia l’attuale struttura del T.F.A. risulta palesemente illegittima in quanto la non utilizzazione di posti disponibili a fronte di soggetti idonei a poterli ricoprire, unitamente al sistema di ammissione fondato sulla soglia cui non corrisponde una graduatoria nazionale, viola gli stessi principi legislativi anche di rilievo costituzionale dell’autonomia universitaria e del diritto allo studio. L’attuale disposizione regolamentare, censurata nel ricorso accolto, prevede la sottoposizione dei candidati a diverse prove nei vari atenei italiani. Tuttavia, tale situazione prevede che in determinate sedi alcuni candidati con punteggi notevolmente alti restano esclusi a causa della grande quantità di partecipanti. Viceversa, e si tratta di una illegittimità evidente, può succedere che candidati con punteggi molto bassi, riescano ad accedere in atenei con meno partecipazione.

Ancora una volta gli Avvocati Bonetti e Delia si sono fatti portavoce della battaglia per la tutela dei docenti precari che da anni lavorano sul sostegno uscendone vittoriosi e ridando speranza a questa categoria. “Il nostro obiettivo“, commenta l’Avvocato Bonetti, “è quello di ottenere l’immediata ammissione alla fase successiva delle prove anche di altri ricorrenti, obiettivo che oggi è stato raggiunto con questa importante pronuncia in favore della candidata che era stata esclusa”.

Una pronuncia molto importante quella ottenuta oggi, si tratta del giusto riconoscimento al buon lavoro svolto in favore dei nostri ricorrenti.

In data 7 maggio si sono tenute le prime udienze cautelari collegiali innanzi al TAR del Lazio, aventi ad oggetto lo scorrimento della graduatoria per il concorso della Polizia di Stato 2017, scorrimento effettuato in base ai nuovi criteri dettati dalla legge n.12/2019, provvedimento a cui il Governo ha posto la fiducia.
Il TAR del Lazio, accogliendo tutti i ricorsi dello Studio Legale Bonetti & Delia, ha ammesso gli idonei della prova scritta alle prove successive, statuendo l’illegittimità dello scorrimento effettuato sui nuovi criteri selettivi applicati retroattivamente.
Trattasi dei primi provvedimenti collegiali emessi, ad oggi, dal Giudice Amministrativo.
Attualmente i nostri ricorrenti sono gli unici che potranno partecipare alle prove fisiche, come calendarizzate dal Ministero in virtù di provvedimenti espressi in sede collegiale.
“Tramite una legge successiva il Ministero ha modificato i criteri di selezione per un concorso bandito più di due anni addietro, cambiando in maniera illegittima la graduatoria della prova scritta in maniera del tutto immotivata e creando così gravissime disparità di trattamento al punto tale che soggetti con punteggi superiori si sono visti scavalcare da coloro che si collocavano in posizione deteriore”, dichiara l’Avv. Michele Bonetti unitamente all’Avv. Santi Delia. “Si tratta di una battaglia giudiziaria che potrebbe non finire qua; vedremo se ricorreranno in appello reiterando l’ingiustizia perpetrata, ma intanto i nostri ricorrenti parteciperanno alle prove. Siamo sicuri che vi è stata un’ingiustizia per mano di una legge statale e proseguiremo nel merito a tutelare i nostri assistiti. Questi ragazzi avevano partecipato ad un bando che prevedeva un limite di età di 30 anni e hanno svolto con esito positivo la prima e determinante prova. Poi con una legge dello stato hanno cambiato in corsa le regole del gioco escludendoli di fatto inserendo il limite di età di 26 anni addirittura odierno e con il paradosso che molti di loro all’epoca della presentazione della domanda possedevano tale requisito.”

La decisione del TAR Lazio, in ogni caso, andrà confermata in sede di merito, ma ad oggi trattasi di una importante vittoria che coinvolge oltre 1800 persone ed eviterà ingenti risarcimenti danni in capo allo Stato.

In allegato trovate i provvedimenti vittoriosi, resi dal TAR del Lazio.

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